Comunicato stampa 18-2020

Stefano Valdrighi .... Essere in Soudal-Lee Cougan è una grande opportunità

A nove anni ha capito di voler diventare un corridore ed è riuscito con impegno e determinazione ad essere tra i top rider di tutte le discipline della mountain bike che ha affrontato fino al marathon, diventata l’ultima delle tante esperienze della sua vita da corsa.

Stefano Valdrighi ora è un’atleta che si dedica alle marathon, ma ha ottenuto molto in passato nel mondo del cross country e nel ciclocross.   Dopo aver gareggiato fino al 2016 in queste due discipline ha iniziato una nuova carriera nelle marathon.  Originario della Garfagnana, è entrato giovanissimo nel mondo del ciclismo e ha avuto l’opportunità di affrontare molti round dei Campionati europei e mondiali, fino al grande cambiamento con SOUDAL-LEE COUGAN Racing Team con cui ha iniziato una seconda carriera in cui ha dimostrato di poter vincere anche nelle gare sulla lunga distanza.

Ripercorriamo la tua carriera.  Come hai iniziato a gareggiare?
“Ho ereditato la passione per la bicicletta da mio padre che correva in mountain bike.  Fin da piccolo mi ha accompagnato alle competizioni insegnandomi prima di tutto a rispettare le regole e gli altri.   Ho preso le mie prime gare come un gioco, accettando le sconfitte e guardando sempre avanti, da allora è stata una crescita graduale, ed ora eccomi qui”

Nato e cresciuto a Castelnuovo, il centro principale della Garfagnana, Stefano Valdrighi ha iniziato a correre giovanissimo con la società locale di Francesco Angeli e Alessandro Iori, apprezzato professionista nella mountain bike, diventato il suo primo allenatore.  Dopo la prima gara, disputata a 9 anni, Valdrighi ha capito di voler diventare un ciclista, sicuramente per la sua crescita ha fatto bene la vicinanza della famiglia che lo ha sempre sostenuto.

Come sei arrivato ad essere reclutato da Soudal-Lee Cougan, una squadra che ha la sua attività solo nelle marathon?
“Per me che ho gareggiato fino al 2016 prevalentemente nel cross country e nel ciclocross entrare nella squadra di Stefano Gonzi è stata una grande opportunità.  Quando Stefano mi ha contattato, ho subito accettato perché fin da piccolo le marathon mi hanno sempre attratto, amo le grandi salite e i posti meravigliosi che si raggiungono con la bici.   Soudal-Lee Cougan è stata per me un’ottima opportunità di crescita e mi ha dato la possibilità di correre per una delle migliori e più importanti squadre del settore, sono orgoglioso di farne parte”


Atleta polivalente, Stefano, ha vestito fin da Juniores nel ciclocross e nella mountain bike la maglia della nazionale per disputare Campionati Europei, Campionati del Mondo e gare di Coppa del Mondo.  Nel 2014, da Under 23, ha vinto il Gran Prix d’Inverno e si è classificato al secondo posto ai Campionati Italiani Cross Country, concludendo al secondo posto anche gli Internazionali d’Italia.  Sono del 2015 invece i suoi migliori risultati internazionali, 8° ai Campionati Europei e 14° ai Mondiali di Andorra, è stato terzo agli Internazionali d’Italia con alcuni buoni risultati in Coppa del Mondo.

Facciamo un bilancio dei tuoi tre anni in Soudal-Lee Cougan: sei cresciuto molto in questo periodo, migliorando costantemente…
“In questi primi tre anni passati con Soudal-Lee Cougan posso dire di essere soddisfatto dei risultati ottenuti, sono cresciuto grazie anche ai miei compagni di squadra e all'ambiente familiare che ho trovato.   Sono seguito costantemente dal mio allenatore Matteo Lonati e grazie al rapporto che abbiamo instaurato ad ogni gara riusciamo a migliorare qualcosa nella prestazione”

Puoi raccontarci un aneddoto della tua vita professionale che secondo te è stato determinante per la tua crescita?
“Credo che la mia crescita professionale sia dovuta soprattutto alla forza di volontà più che ad un fatto accadutomi.  Ho avuto vari inconvenienti negli anni passati, polsi rotti, tendiniti, guasti meccanici sempre in momenti importanti della mia carriera, ma tutto questo invece che abbattermi mi ha dato ancora più forza e voglia di farcela.  Personalmente ho sempre ritenuto l’umiltà un’ottima dote che aiuta a superare i momenti difficili, quelli che ti fanno crescere sia nella vita di tutti i giorni che nello sport” 

Si direbbe che tu quest’anno eri piuttosto in forma, visti i risultati delle gare disputate…
“Quest'anno ero partito molto bene, avevo superato l'inverno senza intoppi e mi sentivo in forma. La stagione non troppo rigida mi aveva permesso di allenarmi costantemente all'aperto e quindi ero pronto per correre”

Venendo alla stretta attualità, come hai affrontato il periodo di fermo dell’attività?
“Purtroppo come tutti sono dovuto stare chiuso in casa a causa del coronavirus e quindi rinunciare alle uscite in bici.  Ho svolto gli allenamenti sui rulli, facendo esercizi di rinforzo muscolare, non è stato facile soprattutto perché le giornate erano bellissime e invitavano a stare all’aria aperta”

Fino a che punto gli allenamenti indoor sono stati un sostituto per le gare che altrimenti avrebbero avuto luogo?
“Posso dire che per fortuna potevo allenarmi a casa, altrimenti sarebbe stata ancora più dura superare questo periodo.  E’ davvero pesante, sento la nostalgia delle gare, il confronto con gli avversari, l'adrenalina, è questo che mi è mancato di più”

Nella tua vita quotidiana, cosa usi di più per allenarti, la bici da strada o la mountain bike?
“Per allenarmi prediligo la mountain bike, visto che è la bici con la quale devo gareggiare, quindi imparo a conoscerla nei minimi particolari e mantenermi sicuro nella guida”

Come ti vedi nelle prossime settimane?
"Nelle prossime settimane spero che si possa tornare a gareggiare altrimenti … esco pazzo!  A parte gli scherzi, continuerò gli allenamenti per farmi trovare pronto alla ripresa della stagione agonistica, sono fiducioso”