Comunicato stampa 17-2020

Daniele Mensi ... Abbiamo lavorato in casa con la speranza per il futuro

Con la pausa di tutte le corse, anche gli atleti di SOUDAL-LEE COUGAN Racing Team, hanno continuato a svolgere le proprie attività da casa.  Ecco come è andata a Daniele Mensi.

In questo periodo che ha fermato interi paesi e anche il mondo sportivo, che tra rinvii, sospensioni e ipotesi future sullo svolgimento di eventi non ha ancora date certe.  Abituati a stare ore in sella all’aria aperta, anche gli atleti di SOUDAL-LEE COUGAN Racing Team si sono preparati fra le mura di casa, con la speranza di poter riprendere l’attività agonistica nella seconda metà dell’anno.  Tuttavia, le cose possono cambiare molto rapidamente e ogni atleta deve farsi trovare pronto: il training è il tassello che aiuta a tenere in forma il fisico, ma è essenziale mantenere alta la motivazione anche nell’incertezza di un futuro delle corse.  In attesa che le cose tornino alla normalità, Daniele Mensi ha avuto una mentalità positiva per continuare ad allenarsi, rivelando come ha trascorso le giornate e cosa si immagina per i prossimi mesi. 

Daniele, innanzitutto come hai passando il tempo in periodo di pausa forzata a causa del Covid-19?
“Passare così tanto tempo in casa, lontano dalla vita normale, non è la situazione ideale, ma in questo momento è stato l'unico modo in cui potevamo risolvere questo problema insieme.  In questi giorni sono riuscito a fare qualche lavoretto in casa e chiaramente anche i rulli per l’allenamento.  Sfruttando il tempo che normalmente durante la stagione non abbiamo, ho cercato di sistemare quelle cose che sono rimaste in un angolo”

Cosa cambia principalmente tra un allenamento sui rulli e uno in bicicletta?  Come sei rimasto motivato ad allenarti tutti i giorni?
“Tra lavoro indoor e outdoor cambia tanto, in particolare il volume di allenamento perché al chiuso anche con una doppia seduta d'allenamento non riesci a fare quelle ore che faresti in bicicletta, allo stesso tempo però si può trovare anche un lato positivo in questo, le sedute al chiuso ti permettono di eseguire con più precisione dei lavori specifici.  Chiaramente le motivazioni in questo periodo sono difficili da trovarle perché non si conosce quando si ripartirà con questa stagione, allenarsi è sempre difficile, però mi piace essere professionale perchè questo è il mio lavoro, quindi devo dare costanza a quello che faccio.  A me non pesa allenarmi così tanto sui rulli, l‘ho trovato un modo per
trascorrere le giornate e per mantenere i miei impegni con la squadra e gli sponsor che ci supportano, di conseguenza viene tutto un pò più facile.    Non ultimo, a me piace mangiare e quindi sarebbe stato un grosso sacrificio stare fermo e limitarmi con l'alimentazione invece che poter pedalare e poi concedermi qualche libertà in più a tavola”

Con questa emergenza, si è diffuso l’utilizzo dei rulli e le applicazioni come Zwift, tu li utilizzavi anche prima?
“I rulli li utilizzavo già prima, di certo non così tanto.  Di solito nel periodo invernale e anche ad inizio stagione, quando le condizioni climatiche non permettevano una seduta di allenamento all’aperto, ma anche per recuperare dagli infortuni.  Anche la piattaforma Zwift la conoscevo, ma mai come in questo periodo l’ho sfruttata così a fondo”
 

Pensi che questo periodo obbligato sui rulli possa condizionare il lavoro fatto questo inverno?
 “Il lavoro fatto questo inverno e comunque tutto il programma è stato stravolto, non quanto perché siamo stati costretti ad allenamenti indoor, ma perché gli obiettivi che ci eravamo posti per forza di cose sono stati rivisti.  Insieme al mio preparatore, Matteo Lonati, avevamo programmato un inizio di stagione discreta per poi trovare il picco di forma in giugno-luglio, ora di conseguenza tutto è stato riadeguato e rivisto”

Si parla di una possibile ripresa nel mese di luglio.  Così fosse, che scenari potrebbero aprirsi?
“Molto complicato perché non si hanno ancora delle date certe e quindi si è sempre sul chi va là.  Abbiamo avuto in questi giorni degli spiragli di luce, ma quello che aspettiamo sono maggiori informazioni da parte sia della Federazione che dall’UCI riguardo il calendario, quando si ripartirà effettivamente con questa stagione o invece se si dovrà attendere il 2021, almeno così ci metteremo tutti l'anima in pace.   Nell’ipotesi di una ripresa a luglio, ne vedremo delle belle.  I biker italiani ed europei che si sono allenati indoor in questi mesi avranno un deficit di condizione rispetto a corridori che non hanno avuto questa limitazione.   Ammesso che si riprenda a gareggiare il clou della stagione sarà tra i mesi di settembre e novembre, quindi avremo tutto il tempo per allenarci fuori e riprendere i nostri livelli ottimali”

Avevi iniziato piuttosto bene questa stagione, come ti sei sentito nelle giornate della Mediterranea Epic?
“Alla Mediterranea Epic il nostro team ha iniziato la stagione, ma per me è vero solo in parte perché al terzo giorno mi sono dovuto ritirare per la frattura del dito, però le sensazioni erano molto buone e mi sono anche stupito un pò perché non essendo tappe adatte alle mie caratteristiche, senza salite lunghe, e con un livello di partecipanti altissimo, riuscivo a difendermi discretamente bene.
Era solo la prima gara e io avevo programmato di andar forte nei mesi successivi, ma i mesi successivi non sono arrivati, quindi è difficile dire come poi sarebbero andate le altre gare, ora possiamo solo attendere e farci trovare pronti se ci sarà per la ripresa”

A livello tecnico, che differenza c’è tra le tue nuove Lee Cougan 428 e le versione del 2019?
“Le nuove biciclette, sia la front che la full, rispetto all'anno scorso sono cambiate  profondamente.   Il team di ingegneri di Lee Cougan ha rivisto profondamente tutte le geometria del telaio su cui hanno lavorato tanto, ideando questo carro posteriore da 428 mm, con cui la bici risulta più compatta e aggressiva, è una bici ottima per un biker esigente che vuole la prestazione massima.   Per le mie caratteristiche fisiche ho sempre preferito usare la front rispetto alla full suspended, perché il peso della prima è inferiore, anche se si parla di nemmeno un chilogrammo, ma anche perché per le competizioni italiane la front è la bici più adeguata.  Con l’arrivo della 428 ho dovuto un pò rivedere queste convinzioni perché essendo cambiate le geometrie, anche con la full ho trovato tanti benefici sia a livello di prestazioni che di comfort, ricordo che già l'anno scorso, il secondo posto ai Campionati Italiani il quarto posto agli europei li ottenni con la full Crossfire”

Quanto è importante, secondo te in questi momento saper gestire la propria immagine?  Quali iniziative avete preso nella squadra per garantire, per quanto possibile, la visibilità agli sponsor?
“E’ sempre importante.  A me piace condividere con le persone che mi seguono i miei aspetti della vita di atleta e anche qualche dettaglio della mia vita privata.   Sì, mi piace essere social, anzi invito tutti quelli che ci stanno leggendo di andare a visitare le mie pagine Facebook e Instagram per scoprire un pò di più chi è Daniele Mensi.

Con il team in questa quarantena abbiamo usato molto i social sia per delle dirette che per gli highlights delle nostre ultime stagioni, andando a scoprire degli aspetti della nostra vita privata o come semplicemente abbiamo affrontato questa quarantena.  A mio avviso questa situazione a livello economico ha toccato tutti, ma ad ogni modo per gli sponsor la visibilità non è diminuita, certo è mancata quella delle competizioni, però con i social sei sempre connesso, 24 ore al giorno, di conseguenza il marchio è sempre riconoscibile.
Da parte mia, ma anche del team e degli altri atleti, tutti sono stati molto attivi, addirittura Jacopo Billi adesso ha una pagina sul canale YouTube dove mette sempre dei video molto interessanti”
 

Auguriamoci di poterci vedere presto sui campi gara perché questo vorrà dire che questa situazione sarà passata e ci sarà una ripresa, speriamo che tutto vada bene ….